Gesù, salendo al cielo, lasciò sua Madre come guida della Chiesa nascente, affinché fosse di conforto per tutti. La mantenne in questo ruolo finché la vide necessaria per guidare e alleviare le sofferenze degli Apostoli e dei discepoli. Quando la sua missione fu compiuta, le fece risuonare nelle...
Gesù, salendo al cielo, lasciò sua Madre come guida della Chiesa nascente, affinché fosse di conforto per tutti. La mantenne in questo ruolo finché la vide necessaria per guidare e alleviare le sofferenze degli Apostoli e dei discepoli. Quando la sua missione fu compiuta, le fece risuonare nelle orecchie le parole: *"Veni, mater mea: Veni, coronaberis"* (Vieni, madre mia, vieni: sarai coronata). Maria, che aveva ardentemente desiderato di unirsi in Paradiso al suo Divin Figlio, ebbe un sussulto. Il suo cuore vergine, inondato di nuovo amore e speranza, con un palpito più forte spezzò il fragile velo del corpo che tratteneva la sua anima sulla terra, e spirò di puro amore per Dio. Morì a Gerusalemme e fu sepolta nell’orto degli Ulivi.
Secondo la tradizione, al momento del transito della Beata Vergine erano presenti tutti gli Apostoli, tranne San Tommaso. La sua assenza, come la sua precedente mancanza di fede nella resurrezione di Gesù, fu permessa da Dio affinché gli Apostoli potessero testimoniare l’Assunzione della Vergine. Quando Tommaso arrivò, gli Apostoli gli raccontarono del beato transito di Maria. Espressero il desiderio di vederla ancora una volta, anche nel sepolcro, e tutti si recarono insieme al luogo della sepoltura. Tuttavia, invece del corpo di Maria, trovarono rose e gigli, dai quali emanavano fragranze celestiali. Maria, l’arca santa e il tabernacolo del Verbo fatto carne, era stata assunta in cielo dagli Angeli. Questo evento è all’origine della festa dell’Assunzione, una delle più antiche in onore della Santa Vergine. L’Assunzione segna l’ingresso trionfale di Maria in cielo, la sua glorificazione e la sua incoronazione nella corte celeste.
Maria trionfa oggi in cielo per la triplice vittoria di suo Figlio: Gesù ha trionfato sul peccato, sulla concupiscenza e sulla morte. La Santa Vergine, associata al trionfo del Figlio, canta vittoria sul peccato grazie alla sua immacolata concezione, sulla concupiscenza per la sua verginale maternità e sulla morte per la sua risurrezione e gloriosa assunzione al cielo. San Giovanni Damasceno afferma che, con la sua morte, Maria glorifica Dio accettando la distruzione del suo essere come condizione della natura umana, acquisisce grandi meriti umiliandosi fino all’annientamento e ci dà l’esempio della sottomissione al Creatore. San Alfonso aggiunge che Maria accettò la morte anche per imitare il suo Divin Figlio, che si era degnato di morire per amore nostro. San Bernardino da Siena, pieno di gioia per questa festività, commenta: *"Surge Domina, tu et arca sanctificationis tuae"*, esclamando: «Sì, o Gesù, ascenda al cielo anche la tua Santa Madre, santificata dalla tua concezione».
Così come Gesù è nostro Salvatore, Maria è dispensatrice di grazie; Gesù è nostro mediatore, e Maria nostra mediatrice; Gesù è redentore, e Maria corredentrice; Gesù è via, verità e vita, mentre Maria è vita, dolcezza e speranza nostra. Gesù e Maria, uniti nella loro opera per la nostra salvezza, sono uniti anche nella gloria immortale del cielo.
**Pratica:** Facciamo l’atto di accettazione della morte.
**Preghiera:** Supplichiamo la tua clemenza, o Signore Dio nostro, affinché, celebrando l’Assunzione di Maria, siamo liberati, per sua intercessione, da tutti i mali che ci minacciano.
**Martirologio Romano:** Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, Madre di Dio e Signore nostro Gesù Cristo, che, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta anima e corpo nella gloria celeste. Questa verità di fede, ricevuta dalla tradizione della Chiesa, fu solennemente definita da Papa Pio XII.
**Iconografia:** Nell’iconografia, l’immagine di Maria Assunta in Cielo è generalmente strutturata in tre parti sovrapposte. Maria è collocata nella parte superiore, in piedi, trasportata da angeli spesso musicanti, a volte inscritta in una mandorla formata dagli stessi angeli, come nel capolavoro del Pinturicchio. Possono accompagnarla gli arcangeli Michele e Gabriele, più raramente Cristo. A terra, gli Apostoli circondano il sepolcro vuoto, con gli occhi rivolti alla scena. Un esempio classico è quello di Guido Reni, che creò diverse versioni di Maria Assunta.
Talvolta sono presenti alcuni santi, come in una Sacra Conversazione, o l’apostolo Tommaso in atto di ricevere la cintola dalla Vergine stessa. Rubens introdusse il motivo delle due donne che raccolgono le rose, forse Marta e Maria, personificazioni della vita attiva e contemplativa, simboli del corpo e dell’anima della Madonna. Un terzo elemento della composizione è rappresentato da Dio Padre, a volte circondato da cherubini e serafini, che si appresta ad accogliere la Vergine.