Niccolò di Bocassio nacque probabilmente nel 1240 a Treviso, in una famiglia molto modesta. Tuttavia, lo zio, prete presso la chiesa di S. Andrea nella sua città natale, potrebbe aver influenzato le sue scelte future. Nel 1257 entrò nell'Ordine domenicano, dove acquisì la formazione tipica dei m...
Niccolò di Bocassio nacque probabilmente nel 1240 a Treviso, in una famiglia molto modesta. Tuttavia, lo zio, prete presso la chiesa di S. Andrea nella sua città natale, potrebbe aver influenzato le sue scelte future. Nel 1257 entrò nell'Ordine domenicano, dove acquisì la formazione tipica dei membri dell'Ordine. Completò gli studi teologici e divenne *lector*, ovvero insegnante di teologia, nelle scuole conventuali di Venezia e Genova, mantenendo sempre un forte legame con Treviso, come dimostrano le sue menzioni in alcuni testamenti trevigiani dell'epoca. Della sua attività di insegnante è rimasto solo un *Commento al Vangelo di Matteo*, pubblicato nel 1603.
Nel 1286 fu eletto provinciale di Lombardia, la provincia domenicana più prestigiosa e potente. Dieci anni dopo, nel 1296, divenne ministro generale dei Predicatori. Questi furono anni turbolenti, seguiti all'abdicazione di Celestino V e all'elezione di Bonifacio VIII. Quando, nel 1297, scoppiò il conflitto tra papa Bonifacio VIII e i cardinali Colonna, che contestavano la sua elezione, Niccolò si schierò apertamente a favore del papa, garantendo la fedeltà del suo Ordine. Fu scelto da Bonifacio, insieme al generale dei francescani, per negoziare la pace tra i re di Francia e Inghilterra, in guerra da anni. La missione ebbe successo e nel 1298 fu firmata una tregua.
La sua fedeltà e le sue abilità diplomatiche gli valsero la nomina a cardinale diacono di S. Sabina nel 1298 e, nel 1300, la promozione a cardinale vescovo di Ostia e Velletri, diventando così decano del Sacro Collegio. Nel 1301, Bonifacio VIII lo inviò come legato in Ungheria per sostenere l'elezione di Cariberto d'Angiò come re. Tuttavia, la missione fallì, poiché gli ungheresi scelsero Venceslao di Boemia prima del suo arrivo.
Rientrato in Italia, Niccolò si trovava ad Anagni nel settembre 1303, durante l'attentato contro Bonifacio VIII, ma non sembra essersi esposto in modo particolare. Dopo la morte di Bonifacio, il 22 ottobre 1303, Niccolò fu eletto papa con il nome di Benedetto XI, in omaggio al suo predecessore. La sua elezione fu più un compromesso che un riconoscimento di meriti eccezionali: era un cardinale fedele a Bonifacio, ma aveva anche forti legami con gli Angioini di Napoli, alleati del re di Francia.
Privo di sostegni in Curia, Benedetto XI cercò appoggio nelle grandi famiglie aristocratiche del Veneto, sua terra d'origine, nominando alcuni esponenti della nobiltà alle più alte cariche dello Stato pontificio. Questo "nepotismo", ovvero il favorire politicamente e finanziariamente un gruppo specifico, rappresentò una variante regionale e originale di un fenomeno tipico dell'epoca.
La sua debolezza emerse nella politica verso la Francia. Fedele a Bonifacio, non reintegrò i cardinali Colonna nelle loro cariche, ma li assolse dalla scomunica. Allo stesso modo, per accontentare Filippo il Bello, assolse tutti i francesi coinvolti nell'attentato di Anagni, tranne Nogaret. Continuò a sostenere gli Angioini in Ungheria, ma senza successo. Un altro fallimento fu il tentativo del suo legato, il cardinale Niccolò Albertini da Prato, di riportare a Firenze i Bianchi e i Ghibellini esiliati dai Neri.
In un solo caso si distaccò dalla politica del predecessore: nel luglio 1304 abolì le restrizioni all'attività pastorale degli ordini mendicanti, imposte da Bonifacio VIII. Morì a Perugia il 7 luglio 1304, dove si era rifugiato a causa dei tumulti a Roma fomentati dai Colonna. Fu sepolto nella chiesa di S. Domenico. La sua austerità personale, il desiderio di pace e, forse, l'iniziativa del suo Ordine, contribuirono a diffondere la fama di miracoli avvenuti sulla sua tomba, portando alla sua beatificazione nel 1736.
Benedetto XI è spesso raffigurato nell'abito bianco e nero dei domenicani, con i simboli pontificali come il triregno e le chiavi.