Il terzo giorno del Triduo Pasquale è il Sabato Santo, che commemora la discesa agli inferi di Nostro Signore Gesù Cristo. In questo giorno, Gesù rimane negli inferi per un breve tempo, compiendo la sua vittoria sulla morte e sul diavolo. Libera le anime dei giusti morti prima di Lui, aprendo lor...
Il terzo giorno del Triduo Pasquale è il Sabato Santo, che commemora la discesa agli inferi di Nostro Signore Gesù Cristo. In questo giorno, Gesù rimane negli inferi per un breve tempo, compiendo la sua vittoria sulla morte e sul diavolo. Libera le anime dei giusti morti prima di Lui, aprendo loro le porte del Paradiso. Il Signore entra tra loro portando le armi vittoriose della croce.
Adamo è il primo a incontrare Gesù. Percuotendosi il petto per la meraviglia, grida a tutti: «Sia con tutti il mio Signore!». Cristo risponde: «E con il tuo spirito». Prendendolo per mano, lo scuote e dice: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà. Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio. Per te e per coloro che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino: Uscite, voi che eravate in carcere! Siate illuminati, voi che eravate nelle tenebre! Risorgete, voi che eravate morti! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi, mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo un’unica e indivisa natura».
Gesù prosegue: «Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te, uomo, ho condiviso la debolezza umana, ma poi sono diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che ho ricevuto per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta. Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero. Morii sulla croce, e la lancia penetrò nel mio costato per te, che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell’inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te».
Gesù conclude: «Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso, ma io non ti rimetto più in quel giardino: ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio. Il trono celeste è pronto, i portatori sono agli ordini, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l’eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli».
Compiuta questa missione, l’anima di Gesù si ricongiunge al corpo nel sepolcro, costituendo il mistero della risurrezione, centro della fede di tutti i cristiani, che verrà celebrato nella domenica di Pasqua. Il Sabato Santo è dunque un giorno di attesa, in cui si prepara l’annuncio della risurrezione durante la solenne veglia pasquale. Questo annuncio di salvezza è professato da antichi Simboli e dalla preghiera eucaristica, proclamando che nessuno è escluso dalla salvezza che Dio ha preparato in Cristo. Dio si fa solidale con l’uomo anche nella morte.
Sebbene le tradizioni delle Chiese siano unanimi nel riconoscere questo aspetto della Pasqua, spesso è un articolo del Simbolo trascurato. Presentando questo mistero durante l’Ufficio delle Letture, le Lodi del mattino o in una breve omelia, può essere adeguatamente valorizzato come tesoro di fede della Chiesa. La Chiesa cattolica considera lodevole protrarre il digiuno ecclesiastico e l’astinenza dalla carne anche per tutto il Sabato Santo, ma non ne fa un obbligo per i fedeli.