La Chiesa greca, a differenza di quella latina, riserva un posto di rilievo tra i suoi Santi all’imperatore romano Costantino, noto per aver riconosciuto ai cristiani la libertà di culto e aver favorito, anche attraverso la sua conversione, la diffusione e l’affermazione del Cristianesimo nel m...
La Chiesa greca, a differenza di quella latina, riserva un posto di rilievo tra i suoi Santi all’imperatore romano Costantino, noto per aver riconosciuto ai cristiani la libertà di culto e aver favorito, anche attraverso la sua conversione, la diffusione e l’affermazione del Cristianesimo nel mondo romano. Costantino è stato onorato con titoli come «pari agli Apostoli» o «tredicesimo Apostolo», una tradizione antica in Oriente. Tuttavia, è probabile che questa devozione sia legata più a motivi politici e dinastici che religiosi, con l’intento di esaltare gli imperatori bizantini, eredi e successori del grande Costantino.
Nella Chiesa cattolica, l’imperatore Costantino non è riconosciuto come Santo, ma esistono altri santi con lo stesso nome. Oggi, ad esempio, si festeggiano due San Costantino. Del primo, definito «confessore a Cartagine» dal Martirologio, non si sa quasi nulla, se non questa generica indicazione. Il secondo San Costantino, invece, è leggermente più conosciuto e sembra degno del suo nome illustre, poiché fu anch’egli un sovrano terreno prima di essere elevato alla gloria dei Santi.
Quest’ultimo non era di origine latina, ma nacque ai margini del mondo romano, figlio di un re della Cornovaglia, la penisola rocciosa che si protende verso l’Atlantico, nella parte più meridionale e occidentale dell’isola britannica. Figlio di re, erede al trono e infine sovrano egli stesso, Costantino non fu, nella sua gioventù e maturità, un modello di virtù o di pietà. Sposò la figlia del re di Bretagna, ma non si distinse neppure come marito esemplare. Solo dopo la morte della moglie, ormai anziano, visse una profonda trasformazione spirituale. Il vedovo re di Cornovaglia si ritirò per alcuni anni nel silenzio di un monastero dedicato a San David, un altro re peccatore e penitente.
Ma Costantino fece di più: si unì a San Colomba, il grande monaco irlandese che per primo portò il Cristianesimo in Scozia, fondandovi monasteri di vita austera e attiva. La Scozia, allora chiamata Caledonia, era abitata da tribù barbare e indomite, come gli Scotti e, più a nord, i Pitti. Nemmeno le legioni romane erano riuscite a sottometterle, e per proteggere la Britannia dalle loro incursioni erano state costruite imponenti muraglie.
In questa terra selvaggia, San Costantino e San Colomba svolsero insieme una missione difficile e pericolosa. Ottennero molte conversioni, fondarono chiese e monasteri, ma a un certo punto i Pitti si ribellarono in modo violento, massacrando molti cristiani. Fu così che nel 598, il re di Cornovaglia diventato missionario, trovò la morte per mano dei feroci Pitti, diventando martire.
**Martirologio Romano**: In Scozia, san Costantino, re, discepolo di san Colomba e martire.