Il 7 aprile 1506, nel castello di Saverio in Navarra, nacque colui che Urbano VIII avrebbe definito «l’Apostolo delle Indie»: San Francesco Saverio. Fin dall’adolescenza, si dedicò con passione allo studio delle lettere, raggiungendo risultati eccellenti. Divenuto professore di Filosofia al c...
Il 7 aprile 1506, nel castello di Saverio in Navarra, nacque colui che Urbano VIII avrebbe definito «l’Apostolo delle Indie»: San Francesco Saverio. Fin dall’adolescenza, si dedicò con passione allo studio delle lettere, raggiungendo risultati eccellenti. Divenuto professore di Filosofia al collegio di Santa Barbara a Parigi, incontrò, per volontà divina, Sant’Ignazio di Loyola. Questi gli ripeteva instancabilmente la frase evangelica: «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua anima?».
Grazie all’aiuto della grazia e alla guida esperta di Sant’Ignazio, Francesco comprese a fondo il significato di quelle parole. Abbandonò così ogni progetto mondano e si consacrò interamente alla causa del Signore. Divenne diacono e, dopo due mesi di intense penitenze, celebrò la sua prima Messa con un’indicibile effusione di cuore.
In quel periodo, Giovanni III, re del Portogallo, avendo sentito parlare dei compagni di Ignazio, chiese che alcuni di loro fossero inviati come missionari nelle Indie orientali. Ignazio, illuminato dal cielo, scelse Francesco Saverio, che accettò con entusiasmo la missione. Dopo aver ricevuto la benedizione papale, partì e raggiunse Goa, la principale città delle Indie, dove iniziò a diffondere la parola di Dio. Da lì, si spostò a Malacca, Travancore e nelle regioni circostanti, operando conversioni e prodigi ovunque andasse.
Il suo zelo non conosceva confini. Dopo essere tornato a Goa per visitare le comunità cristiane già fondate, si spinse fino in Giappone, dove il seme della fede produsse abbondanti frutti. Nonostante la stanchezza, concepì il progetto di raggiungere la Cina, ma il Signore, accontentandosi del suo eroico proposito, lo chiamò a Sé prima che potesse realizzarlo.
San Francesco Saverio si distinse per tre virtù in modo particolare: il suo grande zelo per la salvezza delle anime, l’obbedienza eroica che lo portò a lasciare tutto per seguire la chiamata di Dio, e lo spirito di sacrificio, che lo spinse a un amore così profondo da fargli spostare due costole vicino al cuore.
Morì il 3 dicembre 1552 su uno scoglio arido e desolato di fronte alla Cina, accompagnato solo da un servo indigeno. I miracoli ottenuti per sua intercessione si moltiplicarono, e fu proclamato santo, diventando il protettore celeste di tutte le missioni cattoliche. La sua tomba si trova nella Basilica del Bom Jesus a Goa, in India, un sito patrimonio dell’umanità UNESCO, dove il suo corpo riposa in una teca all’interno della chiesa.
**Preghiera:**
Signore, che per mezzo del tuo servo Francesco Saverio hai voluto aggregare alla tua Chiesa nuovi popoli, concedici di imitare le sue virtù e di seguire il suo esempio. Amen.
**Pratica:**
Una preghiera e un’offerta per le missioni cattoliche.
*Fonte: Martirologio Romano.*