Il Portogallo fu la terra fortunata che diede i natali a questo glorioso campione della carità cristiana. Nato nel 1495 da poveri ma piissimi genitori, trascorse una giovinezza innocente, piena di semplicità. Tuttavia, nutriva una grande smania di viaggiare, che lo spinse ad abbandonare casa e pat...
Il Portogallo fu la terra fortunata che diede i natali a questo glorioso campione della carità cristiana. Nato nel 1495 da poveri ma piissimi genitori, trascorse una giovinezza innocente, piena di semplicità. Tuttavia, nutriva una grande smania di viaggiare, che lo spinse ad abbandonare casa e patria.
Caduto in estrema miseria, fu costretto a mettersi a servizio del conte d'Oropesa, in Castiglia, che lo arruolò nella fanteria. Durante la vita militare, perse l'innocenza e la semplicità che avevano caratterizzato i suoi primi anni. Nel 1536, mentre combatteva in Ungheria contro i Turchi, la sua compagnia fu congedata. Tornato in Andalusia, si mise a servizio di una ricca signora come pastore.
Nella quiete della campagna, Dio lo attendeva per farlo rientrare in se stesso. La sua mente, libera dalle distrazioni, si rivolse alla vita trascorsa: pianse i suoi peccati e si dedicò a una vita di austera penitenza. Sentendo il bisogno di soddisfare la divina giustizia, decise di dedicarsi totalmente al servizio degli infelici. Guidato e illuminato da Dio, raggiunse un eroismo di carità e abnegazione.
A Granata, dove fondò il primo ospedale, trovò i primi benefattori, che gli fornirono i mezzi materiali per svolgere la sua opera di bene. Molti, attratti dalla santità della sua vita, decisero di seguirlo e obbedirgli. In questo modo, divenne padre di una comunità che, dopo la sua morte, adottò una regola stabile e professò i voti religiosi. Nacquero così i "Fatebenefratelli".
Le opere a cui si dedicò furono innumerevoli. Ebbe un vasto campo di apostolato e operò molte conversioni, specialmente tra le giovani che, per mancanza di mezzi, si erano date a una vita peccaminosa. Tuttavia, furono soprattutto i poveri derelitti e gli ammalati a beneficiare della generosità del suo cuore.
Consumato dalle fatiche eroiche e colpito da una grave malattia, fu soccorso da una ricca signora che gli permise di accedere a tutti i rimedi della scienza e della medicina. Nonostante i tentativi, morì pieno di meriti, volando al cielo. Favorito da Dio con il dono dei miracoli, durante un incendio nel suo ospedale riuscì a salvare tutti i ricoverati, passando incolume attraverso le fiamme.
Fu canonizzato da Papa Alessandro VIII nel 1690. La sua vita ci invita a diventare più misericordiosi e caritatevoli verso il prossimo indigente, vedendo in esso Gesù che soffre. Preghiamo affinché, per intercessione di san Giovanni di Dio, il fuoco della sua carità guarisca i nostri mali.
San Giovanni di Dio, confessore e fondatore dell'Ordine dei Fratelli Ospedalieri degli infermi, è rimasto celebre per la sua misericordia verso i poveri e per il disprezzo di sé. Fu proclamato Patrono celeste di tutti gli ospedali e degli infermi da Papa Leone XIII.