Nato a Gerusalemme da un parto gemellare, Angelo era ebreo non solo di razza, ma anche di religione. Tuttavia, quando sua madre si convertì al Cristianesimo, portò con sé anche i due figli gemelli, che furono battezzati insieme. Dopo la morte dei genitori, i due fratelli decisero di comune accord...
Nato a Gerusalemme da un parto gemellare, Angelo era ebreo non solo di razza, ma anche di religione. Tuttavia, quando sua madre si convertì al Cristianesimo, portò con sé anche i due figli gemelli, che furono battezzati insieme. Dopo la morte dei genitori, i due fratelli decisero di comune accordo di diventare monaci sul Monte Carmelo, in Palestina.
L’Ordine del Carmelo, che la tradizione attribuisce al Profeta Elia, era noto per la sua devozione alla Madonna e rappresentava un punto d’incontro tra la tradizione ebraica e la rivelazione cristiana. I due gemelli, scegliendo il Carmelo come luogo di perfezione spirituale, rimasero fedeli alle loro radici ebraiche, pur abbracciando la nuova fede cristiana.
In quegli anni, il Beato Brocardo diede ai monaci del Carmelo una Regola di vita precisa e definitiva, favorendone l’espansione in molti paesi. Angelo, ordinato sacerdote, viaggiò attraverso diverse regioni della Palestina, lasciando una traccia del suo passaggio attraverso numerosi miracoli. Tuttavia, non rimase a lungo nella solitudine del Monte Carmelo.
I suoi superiori lo inviarono a Roma per presentare al Papa Onorio III la Regola adottata dal Beato Brocardo. Il Papa, che pochi anni dopo avrebbe approvato anche la Regola di San Francesco, confermò quella carmelitana. Dopo aver completato la sua missione, Angelo fu inviato in Sicilia con il compito di predicare.
L’isola, però, era infestata dagli eretici Patarini, contro i quali le parole e l’esempio del predicatore carmelitano ebbero poco effetto. San Domenico di Guzman aveva già inviato i suoi seguaci, armati di sapienza e povertà, per contrastarli. Mentre a Milano i Patarini uccisero San Pietro da Verona, primo martire domenicano, in Sicilia, a Licata, cadde martire il carmelitano Sant’Angelo.
Fu vittima di un signorotto prepotente e scandaloso, che gli aveva giurato odio perché Angelo aveva osato criticare la sua superbia e dissolutezza. Il 5 maggio del 1255, mentre usciva dalla chiesa di San Giacomo dopo aver celebrato la Messa, Angelo fu colpito da cinque colpi di spada. Le sue ferite, cinque come quelle di Gesù, lo resero un vero *alter Christus*, una vittima innocente per il ravvedimento dei peccatori.
**Martirologio Romano**: A Licata in Sicilia, sant’Angelo, sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani e martire.
Preghiera
O glorioso Sant’Angelo, gemma preziosa della mistica vigna del Carmelo, perfetto seguace del patriarca Elia, per l’immenso amore che portasti a Dio e alle anime, fino al martirio che sostenesti impavido, qual novello Battista, a noi supplici riguarda.
Attirati dai tuoi esempi e confortati dal...
O glorioso Sant’Angelo, gemma preziosa della mistica vigna del Carmelo, perfetto seguace del patriarca Elia, per l’immenso amore che portasti a Dio e alle anime, fino al martirio che sostenesti impavido, qual novello Battista, a noi supplici riguarda.
Attirati dai tuoi esempi e confortati dal tuo patrocinio, a te ci affidiamo con fiducia. Sostieni la nostra fede, rialza la nostra speranza e infiammaci del desiderio di imitare le tue virtù.
Con il tuo aiuto, aspiriamo a dare gloria a Dio, nella speranza di possederLo un giorno con te in Paradiso. Amen.
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