È un santo più vivo nella memoria popolare d’Inghilterra che nelle pagine dei documenti storici. La sua fama è legata soprattutto al modo e alle ragioni della sua morte. Tuttavia, di lui sappiamo poco, e quel poco è spesso raccontato in modo impreciso. Per quanto riguarda le sue origini, gli s...
È un santo più vivo nella memoria popolare d’Inghilterra che nelle pagine dei documenti storici. La sua fama è legata soprattutto al modo e alle ragioni della sua morte. Tuttavia, di lui sappiamo poco, e quel poco è spesso raccontato in modo impreciso. Per quanto riguarda le sue origini, gli storici respingono la tradizione che lo vuole figlio del re Alkmund di Sassonia, nato a Norimberga e poi adottato dal re dell’East Anglia. Sappiamo solo che Edmondo fu l’ultimo re di questo territorio, in un periodo estremamente difficile per l’Inghilterra, continuamente minacciata dalle incursioni danesi.
I danesi, inizialmente, erano una flotta dedita al saccheggio: sbarcavano, depredavano, uccidevano e ripartivano con il bottino. I cronisti dell’epoca hanno lasciato testimonianze terribili di queste imprese sanguinarie. Con il tempo, però, i danesi non si limitarono più alle incursioni: diventarono occupanti e, in seguito, persino governanti, lasciando un’impronta significativa nella storia britannica.
Al tempo di Edmondo, i danesi erano esperti nell’arte dell’aggressione, chiamata *bere*, un termine che incuteva terrore. Erano guidati da tre fratelli: Halfdene, Hinguar e Hubba. Il loro metodo era semplice: minacciavano saccheggi e massacri, chiedendo poi un riscatto per risparmiare persone e proprietà. Spesso, le popolazioni locali accettavano di pagare pur di vederli andare via.
Nell’anno 869, i danesi irruppero nell’East Anglia. Dopo i consueti saccheggi e distruzioni, proposero trattative per instaurare il loro dominio. Ma a opporsi c’era il giovane re Edmondo, che, dopo aver assistito alle devastazioni, rifiutò ogni accordo. Combatté con coraggio alla guida di una piccola armata, ma fu sconfitto e catturato.
I vincitori gli offrirono salva la vita e la corona, a patto che rinnegasse la sua fede e si dichiarasse vassallo dei danesi. Edmondo rispose con un doppio rifiuto, e immediatamente fu trafitto dalle frecce nemiche. La sua morte segnò la fine del regno dell’East Anglia, ma il suo nome si diffuse in tutta l’Inghilterra. Il giovane re sconfitto divenne un simbolo di resistenza. Prima della fine del secolo, una moneta coniata durante il suo regno era già chiamata “penny di sant’Edmondo”.
Già considerato santo e canonizzato dai suoi compatrioti, Edmondo fu in seguito proclamato patrono d’Inghilterra dalla Chiesa. Il suo corpo trovò definitiva sepoltura a Beadoricesworth, oggi conosciuta come Bury St. Edmunds, a circa 50 chilometri da Cambridge. Al suo nome è stata intitolata una congregazione di sacerdoti inglesi, i preti di Sant’Edmondo.
**Martirologio Romano**: In Inghilterra, sant’Edmondo, martire, re degli Angli orientali, catturato nella guerra contro i pagani invasori, fu coronato dal martirio per la fede in Cristo.