Nacque all’inizio del XIV secolo da santa Brigida, figura celebre, e dal principe Ulfone di Svezia. I suoi antenati si erano già distinti per virtù e, in particolare, per la devozione alla Passione di Cristo. Caterina fu il dono più prezioso che Dio concesse a questi due santi coniugi, un fiore...
Nacque all’inizio del XIV secolo da santa Brigida, figura celebre, e dal principe Ulfone di Svezia. I suoi antenati si erano già distinti per virtù e, in particolare, per la devozione alla Passione di Cristo. Caterina fu il dono più prezioso che Dio concesse a questi due santi coniugi, un fiore bello e fragrante nel giardino della loro famiglia.
Da bambina, fu affidata alle cure delle religiose del monastero di Rosberg per la sua educazione. Il Signore, desiderando averla tutta per sé, permise che il demonio la tormentasse più volte, facendola soffrire. Tuttavia, queste prove rafforzarono in lei il distacco dai divertimenti tipici della sua età e la confermarono nel proposito di consacrarsi completamente a Dio, conservando la verginità.
Per obbedire al padre, però, sacrificò il suo ideale e accettò di sposare il nobile cavaliere Edgardo. Con grande eloquenza, seppe parlare al suo sposo dei valori della verginità, convincendolo a vivere con lei in castità perpetua. Entrambi emisero il voto di castità, che mantennero fedelmente per tutta la vita. Caterina sopportò con pazienza beffe, rimproveri e contraddizioni, persino da parte di un fratello, ma il suo unico desiderio era piacere a Dio.
Alla morte del padre, raggiunse la madre a Roma, accompagnandola nei pellegrinaggi e nel suo intenso apostolato tra i poveri e gli ammalati. In quel periodo, Dio chiamò a sé il suo devoto sposo Edgardo. Nonostante la giovane età e la bellezza, Caterina rifiutò ogni proposta di seconde nozze, resistendo a insidie e lusinghe che avrebbero potuto minare la sua purezza. La tradizione narra che un cervo, spesso raffigurato accanto a lei, la salvò distraendo un pretendente respinto che tentava di rapirla.
Con l’aiuto di Dio, a cui era costantemente unita attraverso la preghiera, trionfò su ogni prova, a volte in modo miracoloso. Passava quattro ore al giorno in preghiera intensa e contemplazione, ereditando dalla madre lo spirito di carità e l’impegno apostolico. Rimase al fianco di santa Brigida per 25 anni, assistendola fino all’ultimo respiro e portando le sue reliquie in Svezia.
Tornata in patria, si ritirò in un monastero, dove divenne superiora. In seguito, si recò nuovamente a Roma per la canonizzazione della madre, rimanendovi cinque anni e dedicando il tempo libero al servizio degli infermi e degli emarginati. Attraverso di lei, il Signore operò numerosi miracoli. Infine, fece ritorno in Svezia, nel suo monastero, dove morì il 24 marzo 1381.
**Pratica**: Impariamo da santa Caterina l’importanza della custodia degli occhi e del cuore.
**Preghiera**: O Dio, che nella beata Caterina ci hai dato un esempio mirabile di purezza, concedici, per sua intercessione, di consacrare tutte le nostre forze al tuo santo servizio, con mente e cuore puri.
**Martirologio Romano**: A Vadstena, in Svezia, santa Caterina, vergine. Figlia di santa Brigida, fu data in sposa contro la sua volontà, ma conservò, d’accordo con il marito, la sua verginità. Dopo la morte di lui, condusse una vita di pietà, compiendo pellegrinaggi a Roma e in Terra Santa. Trasferì le reliquie della madre in Svezia, deponendole nel monastero di Vadstena, dove indossò l’abito monacale.