Il 23 gennaio si celebra la festa liturgica del matrimonio tra Maria e Giuseppe, figure centrali nelle Sacre Scritture, poiché furono coloro che accolsero e crebbero il Figlio di Dio sulla Terra. Tra i Vangeli, è soprattutto Matteo a descrivere la figura di Giuseppe, che, pur essendo marginale in ...
Il 23 gennaio si celebra la festa liturgica del matrimonio tra Maria e Giuseppe, figure centrali nelle Sacre Scritture, poiché furono coloro che accolsero e crebbero il Figlio di Dio sulla Terra. Tra i Vangeli, è soprattutto Matteo a descrivere la figura di Giuseppe, che, pur essendo marginale in altri racconti, riveste un’importanza fondamentale. L’evangelista scrive: «Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto».
Ai tempi di Maria e Giuseppe, il fidanzamento aveva un valore quasi equivalente al matrimonio, con gli stessi diritti e doveri, ma senza la convivenza. Maria, appena quindicenne, era stata scelta da Dio per dare alla luce Suo Figlio incarnato, Gesù. Doveva accoglierLo come vergine, insieme al suo sposo, anch’egli casto. Un anno dopo il fidanzamento, la sposa poteva essere introdotta nella casa del marito per dare inizio a una nuova famiglia. Durante la festa di fidanzamento, il promesso sposo donava un anello alla futura sposa, e secondo la tradizione, occorreva attendere un anno perché lui potesse completare il pagamento del dono e lei preparare il corredo.
Quando Maria, piena di timore, confidò a Giuseppe di essere incinta del Figlio di Dio, egli non ebbe dubbi sulla sua purezza, ma non sapeva come agire. Se l’avesse ripudiata pubblicamente, come era suo diritto, le avrebbe rovinato la vita. Decise quindi di divorziare in segreto, per permetterle di assolvere il suo compito. Tuttavia, come racconta Matteo: «Mentre Giuseppe stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore, e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria tua sposa, perché quel che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un Figlio e tu lo chiamerai Gesù: Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”».
Il loro fu un matrimonio benedetto dal Signore, un’unione tra due anime sante che scelsero di votare la loro vita alla castità. Questo legame permise a Maria di non essere considerata adultera e di evitare la lapidazione, garantendole una vita serena accanto a qualcuno che condivideva il suo desiderio di purezza. Secondo la mistica Beata Anna Caterina Emmerich, Giuseppe, fin da piccolo, era un credente che attendeva la venuta del Messia. A 12 anni iniziò a lavorare come falegname e a 30 anni viveva da solo. Un giorno, mentre pregava, un angelo gli apparve e gli ordinò di recarsi al Tempio, dove avrebbe trovato la sua futura sposa.
Maria, all’epoca appena quattordicenne, desiderava consacrare la sua vita a Dio, ma sua madre voleva che trovasse marito. Anche la giovane, in preghiera, ricevette il consiglio di accettare. Sull’altare furono posti i ramoscelli dei pretendenti, ma solo quello di Giuseppe fiorì: era lui il prescelto. Insieme, casti e puri, acconsentirono alla venuta del Figlio di Dio, rendendo possibile la nostra salvezza.